Tuesday, July 10, 2012

Once, I had a dream...

Mercoledì 11 luglio 2012, ore 1.02. Il cielo ricomincia a scurisi, anche se basta dare un'occhiata verso l'artico per vedere la luce di mezzanotte. Una serata un po' malinconica, ma sulla via del ritorno alla vita normale, dopo aver salutato due cari amici che forse non rivedrò mai più. Un quadretto di cioccolata e un tea con un'amica per rallegrare la serata, provando a fare dei porta candele con delle bottiglie di vino facendo colare la cera sopra per abbellire la stanza. E la notte avanza, rinasce piano piano dopo la mezza estate. Il buio mi ricorda il sogno di questa notte, strano e impossibile da interpretare. C'era un buio intenso, un'atmosfera rilassante. Forse era tutto il buio di cui avevo bisogno dopo due mesi di luce eterna mi trovavo in una piccola barca bianca in compagnia della mia amica Fulvia, stavamo remando verdo una meta indefinita ma eravamo alla ricerca di qualcosa. L'acqua aveva lo stesso colore del cielo, blu intenso, e le onde si potevano distiguere solo grazie al riflesso della luna (piena e molto luminosa, ma non troppo grande) che ne faceva brillare la cresta. Era un mare calmo, ma non immobile. Io e la Fulvia eravamo alla ricerca di qualcosa di non identificato, forse della nostra amica Simona che avevamo salutato poche ore prima di andare a dormire. Io non capivo bene dove fossi finita ma non avevo paura. Era una sensazione strana, la barca andava avanti in un modo insolito, a volte sembrava ferma e a volte sembrava che seguise una specie di scia nel mare andando un po' sotto acqua e facendone entrare dentro. Io non ero sicurissima di quello che stessimo facendo, ma la mia amica continuava a sollecitarmi col suo temperamento da investigatrice. Ad un certo punto mi ritrovo in una barca simile assieme al professore di filologia norrena e ad altri ex compagni di corso. Dovevamo trovare delle tavolette con delle iscrizioni runiche che stavano sotto acqua, ma subito dopo la nostra barca è stata spostata 21 ore più a destra, ma poi siamo ritornati indietro. Sul più bello è suonata la sveglia, anzi no, sono stata svegliata dalla luce malefica che filtrava attraverso le tende e dalla musica esageratamente alta dell'indiano che abita nel piano sopra.
Sarà la voglia repressa di andare al mare ancora una volta, forse, o l'estremo bisogno di buio per rilassare gli occhi e la mente. Mi piace far sprigionare la fantasia e l'immaginazione. Il mare notturno e i porta candele con le bottiglie di vino mi hanno fatto pensare alla stiva di una nave dei pirati. E il buio mi invoglia a dormire più profondamente e a sognare ancora...

"Stranezze" norvegesi

Un po' di cose che a noi sembrano strane ma qui sono del tutto normali.

In Norvegia :
- è legale togliersi le scarpe e andare in giro scalzi nei luoghi pubblici (anche in biblioteca) senza che nasca una congiura contro i tuoi piedi;
- la gente mangia sempre, in ogni luogo e in ogni occaione (anche a lezione e in tram). Se devono trascorrere tanto tempo fuori casa si portano dietro una quantità di cibo sufficiente a sfamare un'esercito. Se ti capita confessi di aver saltato un pasto i norvegesi ti chiedono se stai poco bene e si preoccupano per la tua alimentazione, un po' come fa la nonna;
- la gente si toglie la maglietta se fuori nevica;
- la gente si toglie la maglietta se hanno freddo;
- la gente si toglie la maglietta se fuori c'è il sole, compresi i ragazzi che portano in giro i bimbi dell'asilo;
- la gente non ti saluta se ti incontra per strada a meno che non ti conoscano bene;
- i norvegesi considerano il weekend assolutamente sacro e lo santificano come si deve, i negozi e i luoghi pubblici tipo le biblioteche chiudono verso le 4pm e le feste iniziano dalle 3pm;
- se fai sport vieni considerato una persona sana e normale (anche in caso tu abbia seri  problemi mentali);
- dopo un'ora di step le ragazze sono perfette, col trucco intatto e senza una capello fuori posto;
- appena la gente vede uno spiraglio di sole perde il controllo e spariscono tutti fuori a godersi la luce;
- le case hanno le rocce nello scantinato;
- i vecchietti scalano le montagne e ti superano se cammini troppo piano;
- in un pub ci si può distendere con i piedi sul divano, con tanto di pleid a disposizione del cliente;
- un panino senza burro è una cosa inconcepibile;
- ringraziano sempre, anche per le cose "scontate" tipo ascoltare l'insegnante a lezione o per aver ricevuto  un'e-mail. Se non ringrazi significa che non hai gradito il favore che ti è stato fatto o che le persone con le quali hai passato la serata ti stanno antipatiche;
- il concetto di ritardo non esiste, arrivi tardi se arrivi puntuale all'appuntamento. Per essere in orario devi presentarti 5-10 minuti prima;
- sanno fare una fila e non tentano a tutti i costi di passarti davanti;
- cenano alle 4 pm;
-ai genitori norvegesi non interessa che il figlio sia il più bravo della classe, non si ubriachi, sia mentalmente instabile... basta che faccia sport e passi almeno un parte della settimana all'aria aperta (anche con la neve), allora si che il figlio è sano;
- i bambini sono educati fin dalla tenera età a scalare montagne.

Se mi verranno in mente altre cose strane aggiornerò la lista.

Sunday, June 24, 2012

Heaven cries over Bergen

Credo che non sarei più in grado di svegliarmi, aprire la finestra per arieggiare la stanza ed essere accecata dal sole potente e dal clima umido e afoso del Mediterraneo, per poi far cadere lo sguardo sulla casa dei vicini no appena l'effetto abbagliante della luce di mezzaestate svanisce, come ai vecchi tempi.
Da un paio di mesi la finestra di camera mia rimane costantemente aperta, giorno e notte. Oggi, dovendo stare fuori fino a prima di cena, l'ho chiusa perchè temevo che la pioggia potesse entrare e appena tornata a casa ho sentito un' abissale mancanza di ossigeno, come quando ci si ritrova in un ascensore assieme ad altre otto persone. Poco tempo fa la moltitudine di acqua che è precipitata dal cielo era talmente tanta che si poteva udire tutta la sua pesantezza e il suo carico, tanto da coprire il volume della radio. E il cielo, il paesaggio, il verde... Tutto ciò riesce sempre a distogliere la mia attenzione da quello che faccio. Solo il fatto di ritrovarmi a di sbattere gli occhi sulle montagne (in un certo senso quasi "costretta" perchè è impossibile vedere altro nei dintorni) mi compiace.
Se potessi descrivere Bergen con i colori questi sarebbero il verde e il grigio. Il verde comprende tutto quello che si trova nei paragi, il grigio tutto quello che sta al di sopra del "prato in mezzo alle montagne". Il cielo è immenso e silenzioso. Le nuvole incombono e si espandono lentamente. Basse e fitte, coprono le cime delle montagne, si sfumano e svaniscono in mezzo ai sempreverdi. Ma dopo mezz'oretta tutto finisce, si ha quella sensazione della "quiete dopo la tempesta, col venticello fresco e delicato che entra in camera e torna quella poca luce che traspare dalle nubi, prima di sparire dietro le alture.
"Heaven cries over Bergen" (Over Bjoergvin graater himmerik, Taake quotation). E' proprio una bella metafora per descrivere l'enorme e continua quantità di acqua che si riversa sulla città e allo stesso tempo quella leggera sensazione di malinconia e desolazione, che sa un po' di luogo abbandonato a se stesso ma allo stesso tempo unico e inimitabile. 

Saturday, April 21, 2012

Out of the window

Quando si dice che un'immagine vale più di mille parole... 


E' tutto così tranquillo e silenzioso in questa terra. Manca persino il frusciare del vento. Forse perchè le foglie sugli alberi devono ancora germogliare. Aspettando la primavera che sembra non voler più arrivare, guardano quel che rimane del sole svanire dietro le montagne, assaporando un tea caldo che sa d'inverno, col vento fresco e debole che si struscia sulle mani e sul collo, fissando lo sguardo sul crepuscolo che si riflette sulla vetrata della finestra, tutto capovolto, sembra quasi la fine del mondo. Ma non è niente di più di quello che si vede dalla mia camera.

Così semplice ed efficace, rispecchia proprio la Norvegia. 

Sunday, April 1, 2012

Hyttetur/Hansatur

Oltre a studiare e a lavorare, poco dopo il mio arrivo a Bergen, mi sono iscritta ad un'associazione di studenti che organizza concerti. Lavoro una o due sere al mese e in cambio ho concerti gratis, ma soprattutto tanti amici e serate passate in compagnia.
Tra le tante attività per stare insieme e socializzare vengono organizzate, una o due volte a semestre, un finesettimana sulla neve e una giornata in visita alla birreria di Bergen.


Hyttetur

Letteralmente "viaggio in baita", un weekend in mezzo ai monti a bere come se non ci fosse un domani.

Itinerario di viaggio:

Giorno 1

Ore 16: ritrovo davanti al vinmonopolet (che coincidenza XD) diretti verso la stazione dei bus. Dopo 10 minuti dalla partenza si stappa la Jäger.
Ore 17: trasferimento dalla fermata sbagliata del bus alla baita tramite un furgoncino. Saluto casuale ai camionisti e scritte sul finestrino. 10 persone vengono caricate nella parte posteriore sopra qualche strato di casse di birra. Adesso capisco cosa provano i cinesi :/.
Ore 17.10: arrivo e trasferimento materia prima all'interno della baita. Da brave persone, ognuno porta la sua cassa di birra, senza distinzione alcuna di sesso e razza. Bisogna affrontare una stradina in salita coperta da 1 metro di neve senza scivolare, la situazione inizia a farsi difficile. TUTTI i norvegesi mi superano e arrivano alla meta nel giro di due minuti. Li raggiungo anch'io, dopo aver rischiato la vita 10 volte e aver lesionato le ginocchia con quei preziosi 8 litri.
Ore 17.15: assegnazione random dei letti e dei divani. Ovviamente arrivo per ultima e i letti sono già tutti occupati.
Ore 17.20: si stappa la prima birra.
Ore 17.30: BONG!
Ore 17.32: avanti con la bevuta.
Ore 17 e qualcosa: preparazione cena (ovviamente, la bottiglia di birra non si abbandona).
Ore non mi ricordo: BONG!
Poco dopo: mi rendo conto di avere freddo ai piedi e di essere senza calzini di lana, rubo un calzino alla mia amica. Foto a caso. Cerco il bagno nello scantinato e noto che le case norvegesi hanno le rocce. Altre foto a caso. :D
Prima di cena: BONG!
Cena: per i vegetariani ci sono patate e carote lesse con una salsa buonissima. Almeno così sembrava.
Dopo-cena: birra.
Più tardi: battesimo. Purtroppo non posso rivelare niente di ciò, ho giurato fedeltà durante il rito. Posso solo dire che è tanto divertente quanto scioccante. Ora sono iniziata ad una confraternita. Fiiiiiiiiigo!
Non sono neanch'ora le 23: BONG! (Di martini).
[...]
Durante la serata: la mia amica si toglie i calzini. Io vado a fare altre foto alle rocce e faccio amicizia con loro.
Ora random: vado a dormire.

Giorno 2

Ore 8: sveglia a suon di pentole sbattute e grida da chi è ancora marcio dalla sera prima. La colazione offerta dalla casa consiste in uova e bacon, rifiuto l'offerta e torno a dormire.
Ore 10 circa: mi sveglio di nuovo, non vado giù sennò devo aiutare gli altri a pulire. Trovo una bottiglietta d'acqua e mi lavo i denti dalla finestra. NON ERA ACQUA, ma funziona lo stesso.
Colazione: birra e una patata lessa.
Durante la mattinata: passeggiata sulla neve, battaglia violenta a palle di neve con tanto di trincee, paesaggi mozzafiato, foto alla maniera dei turisti giapponesi. La neve riflette la luce in un modo assurdo, mi pento di non avere con me gli occhiali da sole, sopprattutto doo un inverto molto ma molto buio. Birra.
Pranzo: pane, carote e patate lesse del giorno prima. Birra.
Pomeriggio: chilling out with chips, mexican spicy sauce, beer and Norwegian tales. Discussing about the deep meaning of the song "oppi fjellet" with a Norwegian black metal girl. Beer.
Cena: squisita zuppa d'aglio e riso al peperoncino. Birra.
Durante la serata: birra.
Durante la serata 2: parlo con un norvegese e lo convinco di essere tedesca (continua a crederci). La mia amica trova una felpa a forma di panda e la indossa. Birra e Jäger.
Durante la serata 3: passeggiata sulla neve. Il panda beve la Jäger. Io e la mia amica panda, ricordandoci delle considerazioni sulla canzone degli Storm andiamo a caccia di cristiani "oppi fjellet".
Momento di devozione e adorazione della neve che condinua a cadere e della Norvegia che ci offre un inverno true. Foto alla turista giapponese 2. Troppo, troppo, troppo bellooooooo!
Nel frattempo all'interno della baita: gente canta e balla, si ride e si scherza, ci si spoglia e ci si scambiano i vestiti, ci si abbraccia, ci si salta addosso, si gioca a carte. I norvegesi buttano fuori tutto il loro amore per l'umanità che celano quando sono sobri. Birra.
A serata inoltrata: [...].
A serata inoltrata 2: mi sveglio su un divano in soggiorno, qualche anima buona mi ha munita di una coperta. La testa gira, guardo la gente euforica cantare canzoni dei Queen. Un ragazzo mi da una birra e brinda alla tipica maniera norvegese, urlando "skååååååååål!".
Dopo 10 minuti: crollo dal sonno e vado a dormire.

Giorno 3

Tutti sono troppo distrutti per venire a svegliarti in modo brutale.
Ore 11: mi alzo, non so in che condizioni. Mi lavo i denti fuori dalla finestra. Mi dimentico che nella bottiglietta d'acqua non c'era l'acqua e bestemmio.
Ore 11.15: inizio a sistemare il macello. I norvegesi bevono ancora. Noto che qualche persona mentalmente instabile si è portata dietro un obiettivo reflex apparentemente costoso e ha avuto il coraggio di lasciarlo in giro. E' intatto. E' norvegese: funziona sempre e non si rompe.
Ore 13.00: non finisco di sistemare il macello.
Ore 13.05: oppi fjellet.
Ore 13.10: neuroni goodbye.
Ore 14.00: aspetto il bus in compagnia. Le macchine non passano. Norvegesi ubriachi bombardano di palle di neve altri norvegesi ancora più ubriachi.
Ore 14.30: arriva il bus.
Ore 14.40: una norvegese deve scendere a causa di un estremo bisogno di andare alla toilette.
Ore 16.00: arrivo a casa.
Ore 16.10: preparo un po' di patate.
Ore 16.30: finalmente, dormo.


Hansatur

Visita alla più nota e probabilmente unica birreria di Bergen.

Ore 8.10: ritrovo e partenza.
Ore 8.50: arrivo.
Ore 9.00: inizio visita alla birreria.
Ore 9.40: fine visita birreria.
Ore 9.45: inizio del rinfresco. Abbiamo a disposizione un frigo di birre dalla quale possiamo attingere senza limiti. Birra moooolto buona: pilsner, stout, speziata, sidro... La gente non si pone limiti e si serve in abbondanza.
Ore 10.00: la "guida" ci mostra un power-point sulla storia della birra Hansa e della birreria. La gente potrebbe anche sembrare interessata. Qualcuno fa delle domande per tenere impegnato il tizio ed avere più tempo per bere.
Ore 11.00: la gente cammina storta.
Ore 11.30: salto al negozio di souvenir. Penso al fratello in Italia che si perde tutto questo e gli compro un presente. Ci si avvia verso il ritorno.
Ore 13.30: arrivo a casa.
Ore 17.00: primo esame per il corso di guida turistica XD.


"Rifaresti tutto ciò?" DECISAMENTE SI

Saturday, March 17, 2012

Ja, jeg elsker dette landet! (cit.)

Un anno fa circa, vincevo il bando per l'erasmus a Bergen. Un anno fa circa, il mio entusiasmo saliva di giorno in giorno. Un anno fa circa, avevo iniziato a fare il conto alla rovescia e a progettare il mio futuro in un altro paese.
Avendo la consapevolezza di partire, forse per sempre, di poter finalmente dire addio a tutto quello che non riuscivo più a sopportare, percepivo il tempo come se stessi di fronte ad una clessidra enorme, ad ascoltare lo scorrere infinito dei granelli di sabbia.
Vivo qui da 7 mesi e non tornerò indietro. Non in Italia. 
Perchè? Beh... Io in Italia credo di esserci nata proprio per sbaglio, non c'è niente (o quasi) che mi faccia sentire italiana. Solo otto lettere sul passaporto e sulla carta d'identità. Amo la natura, passeggiare nei boschi, il freddo, la neve, il buio... Odio il sole e il caldo, non sopporto proprio l'estate. Mi piacciono queste piccole città fuori dal mondo, con poca gente, ordinate e sicure, con le casette di legno che mi fanno pensare ad un paesaggio fiabesco. Mi piacciono le persone oneste, che ti rispettano e non ti chiamano solo quando gli fai comodo, capaci di parlare l'inglese anche se non è la loro lingua madre, tranquille e riservate, che non urlano per parlare e non sono invadenti, che non passano le giornate a lamentarsi e basta. Mi piace andare all'università e trovare tutto che funziona, risolvere i problemi in mezz'ora, trovare segretarie disponibili, gentili e preparate. Mi piace poter lavorare poco e guadagnare tanto in modo da avere il tempo di studiare. Mi piace essere considerata una persona intelligente che può migliorare la società invece di origliare il binomio "studente = costo". Mi piace vivere in una società aperta ai cambiamenti, dove non fa scandalo vedere coppie omosessuali e genitori single. Ma soprattutto, amo la "follia" dei norvegesi di non avere paura di divertirsi e se ne fregano di quello che pensa la gente su di loro.

Dopo questa "piccola" parentesi... Cos'è cambiato da un anno a questa parte? Tantissimo, ovviamente. Prima di tutto me stessa. Ho preso una nuova strada. Sono entrata in sintonia con uno stile di vita diverso. Sono cambiati molto la mia mentalità e il mio punto di vista. Non che prima fossi una bigotta vecchio-stampo, ma avendo vissuto due realtà completamente differenti ho capito che la normalità non esiste, è solo un insieme di abitudini e regole dettate da un gruppo più o meno omogeneo di persone.
Ho imparato a vivere da sola e ad arrangiarmi. Ho veramente capito che i beni materiali valgono poco - niente, che il clima "casalingo, famigliare" si può ricreare anche da soli, durante una domenica pomeriggio passata a cucinare carote e patate e a guardare, fuori dalla finestra, il buio che avanza. L'unica cosa che mi manca è un micio. Ho realizzato che non è fondamentale avere una cucina coi fiocchi quando tutto il resto va bene. Anche la pasta al ketchup è buona, soprattutto per la sua capacità di farti sentire così non-italiano!
E' cambiato il mio modo di comportarmi, a vedere tutta questa gente civilizzata e precisa ti viene da comportarti come loro e ti senti in colpa anche se ti cade una carta dalla borsa e la lasci per terra!

E intanto sono 8 mesi che vivo qui, ma più si vive bene più il tempo passa veloce. L'altro giorno mi strizzavo il cervello per trovare qualcosa di negativo, ma ho fallito. Qualcosa che manca e che potrebbe rendere la Norvegia ancora più perfetta? Ci penserò.
...ed è impossibile non innamorarsi di un paese come questo.

"Ja, jeg elsker dette landet!" (Bjørnson).

Sunday, January 29, 2012

Università ed esami

Una delle domande che mi vengono fatte più di frequente da amici e altri studenti interessati a fare l'erasmus qui è: "sono facili gli esami in Norvegia?". La risposta è: "dipende da voi". Sembra stupido ma è così.
La prima cosa da prendere in considerazione il vostro livello di inglese. Io non ho avuto problemi ma ho il C1, credo che almeno un B2 sia necessario per seguire le lezioni e riuscire a studiare. Non è difficile ma richiede più tempo non essendo la mia lingua madre. Frequentare i corsi in norvegese dev'essere la cosa migliore, se lo studiate già. Io purtroppo non ne ho avuto la possibilità, visto che nella mia università si insegna pure serbo-croato ma non c'è l'ombra di qualche insegnamento di lingue e culture scandinave. Ho iniziato a studiare il norvegese un po' per conto mio, prima di partire, ma con scarso successo e in modo discontinuo. Da quando mi sono trasferita in Norvegia mi sono messa più seriamente e nel giro di 5 mesi ho passato il livello Trinn2, equivalente al B1. Ora sto frequentando il Trinn3 e non lo trovo particolarmente difficile. Ovviamente è più facile apprendere il norvegese in Norvegia, lo impari a forza di sentirlo da tutti i cantoni!

A lezione ci sono pochissimi studenti, io non ne ho mai avuti più di 15 per corso! Molte volte ci si ritrova a fare lezione in 7-8 e si impara molto. E poi da noi vogliono chiudere i corsi perchè 30 iscritti sono troppo pochi -.-.
Il rapporto alunno-insegnante è completamente diverso rispetto all'Italia. Qui i professori non trasmettono quell'aria di "superiorità" nei confronti del genere umano, non esiste la forma di cortesia quando si parla faccia a faccia, ti considerano sul loro stesso livello e ci si da tranquillamente del "tu".
I corsi qui sono tutti da 10 o 15 crediti, che sono molti però il carico di studio (almeno per come ero abituata a studiare io) non è eccessivo. Questo va a vostro vantaggio se in Italia vi riconoscono tutti i crediti. Per me non è così purtroppo, visto che i miei esami sono tutti da 6 e 9 crediti.

Una cosa positiva, mooolto bella (almeno per me) è che qui gli esami sono quasi tutti scritti e non esiste l'accoppiata scritto-orale! Quindi non arrivi a fare l'esame essendo più nervoso di una donna in menopausa.
Gli scritti durano dalle 4 alle 6 ore. Ovviamente è tutto organizzato alla perfezione e funziona tutto e si inizia puntuali. Si scrive su carta-carbone con 3 fogli in tutto, una delle copie rimane a te. Io credo che questa sia una cosa molto onesta, se hai qualcosa da contestare hai qualcosa che può provare quello che hai scritto... Si, in Italia siamo lontani anni luce!
La maggior parte degli studenti riesce a passare gli esami. Di solito i professori non sono qui per bocciare e, comunque, ci sono tre possibilità di provare a fare un esame senza dover ripetere il corso, quindi non si va a fare un esame sperando in un colpo di fortuna o solo per "vedere com'è".
I voti vanno dalla A(il massimo) alla E(il minimo), l'equivalente in trentesimi cambia da università in università, anche se secondo me dovrebbero essere uguali per tutti...

Una cosa che mi manca è il vecchio libretto cartaceo (ma non tutto quello che ci sta dietro). Non è necessario perdere una giornata e la sanità mentale per registrare un voto, è tutto affidato alla segreteria che lo registra nella pagina personale nel sito dell'università (che funziona e non viene sospeso ogni settimana per attività di manutenzione).
Però mi piacerebbe prendere in mano il mio libretto e rallegrarmi la serata dando uno sguardo a tutti gli esami fatti, tanto per ricordare a me stessa di aver fatto qualcosa in questi anni di università e per far spuntare un po' di soffisfazione personale...

Wednesday, December 7, 2011

Fiaba di Andersen? Una pagina dai racconti popolari norvegesi? Naaa, è solo il boschetto dietro casa!

Sembra proprio di essere in una fiaba nordica con tutta questa neve. Nemmeno a farlo apposta, ha iniziato a nevicare intensamente dal primo giorno di dicembre e l'entusiasmo che mi ha suscitato mi ha impedito di studiare seriamente gli ultimi giorni prima dell'esame.

Ho avuto la sensazione di svegliarmi in un altro mondo, un mondo che fin'ora avevo visto solo nei miei sogni. La notte prima che nevicasse avevo dimenticato di chiudere le tende e la mattina dopo sono stata svegliata dalla luce del giorno (non del sole, n.b.). Ancora distesa sul letto volgo lo sguardo verso la finestra e quello che riesco a vedere sono i contorni di paesaggio bianco poco definito. Vuoi perchè mi fossi appena svegliata, vuoi perchè effettivamente fuori era tutto bianco!
Ero davvero incredula e felicissima. Certo mi aspettavo quest'ondata di freddo prima o poi, ma avendo vissuto in un paese piuttosto caldo per vent'anni non pensavo che potesse arrivare all'improvviso. Ormai mi ero abituata all'alternarsi di giornate piovose e nebbiose, con qualche pomeriggio dai tramonti lunghissimi e il cielo ardente (tra l'altro mentre passavo ore e ore sui libri in biblioteca).
Avevo troppa voglia di mettermi gli stivali e andare a fare una passeggiata nei dintorni, stare un po' "en plein air" e respirare l'odore della neve fresca. Forse sono rimasta così sorpresa perchè la neve ha sempre avuto un significato positivo per me. La mia mente si è riempita di memorie ed esperienze felici, legate soprattutto alla mia infanzia. Ricordo quelle poche volte che sono andata in montagna e ho giocato con la neve fino a non riuscire più a stare in piedi dalla stanchezza; una di quelle due volte all'anno in cui inizia a nevicare la sera tardi e sotto le coperte, prima di addormentarmi, speravo di non andare a scuola il giorno dopo; quando tutta la gente iniziava a lamentarsi perchè non riusciva a muoversi per strada e io non li capivo proprio (e nemmeno adesso li capisco del tutto); quando stavo incollata alla finestra della cucina a guardare i fiocchi cadere dal cielo finchè gli altri sistemavano le luci nell'albero di Natale, le canzoni di Natale*, il nome del mio primo cagnolino che ho tanto desiderato, i paesaggi coperti di bianco che mi facevano pensare alle casette del presepe e alle fiabe che mi leggeva mia madre per farmi addormentare.
La neve è sempre stato qualcosa di magico per me. Credo sia anche per questo motivo che da un paio d'anni sono fissata e affascinata dalla Norvegia, ti fa sentire così vicino alla natura...

Purtroppo sono dovuta rimanere chiusa in biblioteca a studiare, con la promessa di andare in esilio per le motagne alla prossima nevicata. Non l'ho pensato due volte e un paio di giorni dopo ha nevicato di nuovo! Il bello è che anche questa volta il tempo mi ha colta di sopresa. Ha iniziato a nevicare la mattina stessa in cui avevo l'esame di norvegese e al momento ero concentrata solo su quello. Ma... subito dopo aver messo piede fuori dall'aula mi sono ricordata di non essere in Italia e ho trovato davanti ai miei occhi un paesaggio ancora più bianco rispetto a quello che avevo visto poche ore prima. Che bello, ero proprio l'impersonificazione della felicità!
Ma il dovere continuava a chiamarmi, quindi mi sono diretta verso casa con tutta l'intenzione di studiare per l'orale del giorno dopo. L'avessi mai pensato! Appena sono scesa dalla metro sono stata assalita da alcuni miei amici impegnati in una snow-fight e appena sono entrata in un noto social-network ho capito di essere arrivata in tempo per la seconda manche. E' stata una cosa troppo divertente! anche se infine eravamo tutti pieni di mal di schiena e il nostro amico norvegese ci ha proprio fatto un baffo! Se ne stava tranquillamente in maglioncino senza sciarpa, senza guanti e riusciva a colpire più o meno tutti.
E per concludere la serata Nightmare before Christmas con la possibilità di avere un pezzo di torta  a 5 nok... What else?

Oggi, dopo l'esame orale, ne ho approfittato per fare un giro alla stavkirke. Bellissima, come sempre! Anzi, ancora meglio con la neve.



Adesso sono in camera a scrivere al lume di candela (perchè crea l'atmosfera giusta, non perchè sono in un bivacco senza elettricità!) e fuori nevica ancora. Un tea bollente alla cannella e una copertina finchè mi guardo questo spettacolo non me le toglie nessuno, anche se sono le 5am passate.






*chiedo perdono per la ripetizione ma non sapevo cos'altro mettere

Tuesday, November 15, 2011

Osservando...

Come si può notare, è molto facile trovare distrazioni finchè si studia, passare un po' di tempo a guardare il mondo fuori dalla finestra, "contemplare" e scrivere le proprie impressioni sulla natura circostante... Da quando vivo qui e sono letteralmente circondata da boschi e montagne diventa una cosa quasi automatica.

 16.41

Osservare il crepuscolo dalla finestra è come trovarsi sulla cima di una delle montagne che circondano Bergen.
Il tramonto dura un paio d'ore e inizia sempre prima man mano che si avvicina il solstizio d'inverno. Il cielo sembra un acquerello creato dalla mano di un pittore romantico norvegese. Ci sono almeno cinque o sei sfumature di colore molto delicate: dal grigio - azzurrino al viola, indaco, rosa anticato, giallo, arancione chiaro...
L'unico "segno di vita" del sole durante l'arco della giornata è il riflesso dei raggi su parte delle nuvole che le rende molto luminose (ciò mi fa pensare a piccoli pezzi di zucchero filato ardenti).

Peccato che, a causa della mia macchina fotografica non molto professionale, la foto non renda quasi niente di quello che ho visto oggi...

Tuesday, November 8, 2011

WTF??? What the fog??? :D

Ok, è vero, tra due settimane inizio gli esami e dovrei studiare invece che passare le giornate a passeggiare per i boschi. Ma non si può stare rinchiusi in biblioteca con queste spelndide giornate nebbiose! Si, avete letto bene, SPLENDIDE giornate nebbiose. Ho scelto di fare l'erasmus in Norvegia anche perchè ero sicura di poter trovare un clima freddo e invernale.
L'atmosfera che si crea quando esci a fare un giro per i boschi durante un tardo pomeriggio di novembre è a dir poco unica. Puoi vagare per mezza giornata senza incontrare un'anima. Scopri cos'è il silenzio e ti rendi conto di quanto stupide siano le voci della specie umana (provando una specie di ribrezzo per queste). E' una sensazione difficile da descrivere a parole ma è come se non fossi mai da solo, come se gli alberi e le foglie cadute a terra (che rivestono il suolo con colori autunnali) ti tenessero compagnia. Forse questo è proprio quello che mi mancava quando vivevo in un paesino periferico nelle campagne veneziane. La possibilità di estraniarsi dalla vita di città, dalla confusione, dalla società inutile e conformista, dalla realtà circostante, da tutti i pensieri e le preoccupazioni che ti assalgono quotidianamente provocando ansia, stress e insicurezza.
Per un ora, oggi, nella mia vita insignificante, sono riuscita a rilassarmi e a liberare la mente da tutti i miei pensieri. Quando la coltre nebbia iniziava a salire e ad infittirsi sempre di più sembrava che la natura volesse tenermi prigioniera di se stessa. Per un attimo ho provato la sensazione di aver perso la "retta via", o forse volevo proprio perdere la strada per tornare indietro per poter stare lì ancora un po'.

Anyway, un posto così è l'ideale per trarre ispirazione e scrivere un libro fantasy. Era dall'ultima volta che avevo preso in mano un libro di Tolkien che non mi capitava di provare certe sensazioni...

Sunday, November 6, 2011

un po' di foto











Green as hopes...

Forse domani mattina verrò svegliata dalla mia gattina che fa le fusa e viene a darmi il buongiorno o dalla luce del sole perchè la sera dimentico di tirare giù le tapparelle. Metterò su l'acqua per il te per me e per mio fratello, darò da mangiare al felino e andrò verso la fermata ad aspettare il bus per Padova (nel mentre leggerò l'epigrafi e la bacheca del mondo agricolo). Sembra un sogno ma è pura realtà, in meno di un mese ho trovato lavoro in regola in un pub rock-metal in Norvegia. Questo significa che non tornerò mai più in Italia :D (se non per fare una firma e prendere la laurea). E anche i sogni a volte si avverano. Era da quando avevo 16 anni che aspettavo questo momento. Il bello è che stavo iniziando a deprimermi perchè il mio datore di lavoro doveva chiamarmi per fare un ultimo training prima di assumermi ed erano quasi due settimane che nessuno si faceva più vivo. Giorni passati a controllare assiduamente l'e-mail e il telefono nella speranza di avere buone notizie. Ormai iniziava ad assalirmi il terrore di dover inizare a controllare i grammi di pasta da mangiare viste le altissime "borse di studio" italiane, tornare in Italia a fare la solita stupida vita, ovvero ad aspettare mesi e mesi per trovare un lavoro del c***o per 7 euro all'ora, a sentire masse di ignoranti parlare male degli studenti universitari, a perdere la vita dietro a professori che non ti considerano, a inutili problemi burocratici che esistono solo nel "bel paese", a pagare tasse su tasse senza avere servizi, a passare eterne estati calde, afose, odiose e "inverni" inutili con 13 gradi e solo un giorno di neve all'anno... Questa sera ho aperto la mail per controllare, ormai pensavo "tanto non sarà arrivato niente di interessante, come al solito in questi ultimi tempi", E INVECE... trovo un' e-mail da una delle "cape-cameriere"con i miei turni per il mese di novembre. Non ho urlato e iniziato a fare i salti alti un metro solo perchè avrei svegliato la mia coinquilina e i poveri cristiani che riposano in pace al quinto piano. Ma non potete capire la gioia che ho in me. Il mio sogno si è avverato, vivere una vita felice in un paese civile :D
Il bello è che la notte prima c'era stata l'aurora boreale a Bergen, ma non una cosa minuscola come al solito, tutto il cielo si è riempito di luci verdi, raggi smeraldi partivano da dietro le motagne e si stagliavano altissimi nell'orizzonte. Sembrava proprio un segnale positivo...

Tuesday, October 11, 2011

Hole in the Sky, Taake, Bergensk Filharmonie Orkester...

...qui i concerti non finiscono mai! Non a caso Bergen è la capitale europea della cultura. Hai voglia di ascoltare un po' di musica live? Basta recarsi in centro città e girare un po' per chiese o pub, ogni sera ci sono uno o più concerti in programma. Si tratta perlopiù di musica folk, classica oppure rock e metal. Ma è completamente diverso rispetto all'Italia. La prima cosa che si nota è l'organizzazione. I concerti iniziano all'orario stabilito (non un'ora dopo), i bagni sono puliti e mai affollati, si riesce ad avere una birra senza doversi perdere metà del concerto facendo la coda al bar, i locali sono generalmente più piccoli e ben tenuti.
Il prezzo del biglietto, paragonato ad uno stipendio medio norvegese, è decisamente contenuto. Inoltre gli studenti hanno sconti più o meno dappertutto (se l'ingresso non è gratuito).
E' diverso anche il rapporto artista - pubblico. In Italia coloro che stanno sopra il palco sono in un certo senso "distanti" da chi li ascolta. In Norvegia entrambi sono "sullo stesso piano". A fine concerto i musicisti si aggirano in mezzo alla folla, si mettono a parlare con la gente, vanno a prendersi una birra al banco... Sarà perchè qui esiste il concetto di uguaglianza tra le persone e chi può essere considerato un "vip" non sfoggia quell'atteggiamento di superiorità tipico degli italiani.

Ma passiamo al dettaglio, una sintesi di questi tre concerti presi a campione.

Hole in the Sky: eh vabbè, sicuramente uno dei migliori concerti della mia vita per una serie di motivi e coincidenze. Sono stata moooooolto fortunata, ho trovato il biglietto due ora prima dell'inizio del concerto, proprio quando avevo perso tutte le speranze (erano stati venduti tutti a fine maggio, ma grazie alla mancata partecipazione di alcuni sponsor ne avevano qualche altro disponibile). Il concerto cadeva proprio il giorno del mio 21° compleanno, che è stato inaugurato dai Satyricon la mezzanotte del 27 agosto e si è concluso con gli Immortal 24 ore più tardi. Mi sono vista entrambe le serate in prima fila e sono riuscita a prendere i plettri dei Ghost e degli Immortal, la bacchetta dei Ghost e quella di Hellhammer (che conservo come una reliquia). E tutto questo coincide col mio erasmus, un periodo della mia vita molto significativo e produttivo.
La bill spaccava: Enslaved, Satyricon, Immortal, Mayhem, Nifelheim, Helheim, Ghost, Primordial... :D non serve aggiungere altro. I migliori, a mio parere, sono stati Satyr e Frost :P. Dal punto di vista "scenico" i meglio sono stati gli Immortal, con tanto di giochi pirotecnici e perfetta riproduzione della nebbia che avvolge Bergen!
Per concludere, a fine serata, chi potevo trovare se non una coppia di padovani simpaticissimi che mi hanno fatto compagnia per le due serate successive???
Peccato solo che questa fosse l'ultima edizione dell'Hole in the Sky!

Taake: un puro, semplice ed efficace esempio del black metal norvegese non troppo commerciale. Il concerto si è tenuto in un locale abbastanza piccolo, non saranno state più di 250 - 300 persone. Hanno aperto i Vithr, molto bravi ed efficaci. Hanno fatto il giusto lavoro da gruppo di supporto, creando quell'aspettativa e quel desiderio di voler vedere suonare il gruppo principale.
Høst fa l'ingresso quasi scortato dalla sua bandiera norvegese, grande abbastanza da fungere da mantello e posizionata nel verso giusto \m/. Høst è molto fiero della sua città e i bergensi sono orgogliosi del loro artista. E questo si percepisce. Il concerto merita, trasmette tanto. Riesce a creare la giusta atmosfera che rappresenta sia la scena black metal norvegese che il senso di malinconia e il "grigiore" della città.  La scaletta è scelta con cura comprende un vasto repertorio vecchio (per esempio Doedskvad 3, Nattesid 1) e un po' del nuovo album.
Soddisfatta anche di questo concerto.

Bergensk Filharmonie Orkester with S. Rakhmaninov: gratuito per gli studenti :D. Anche questo è stato un concerto bello e coinvolgente. Ottimo per rilassarsi ascoltando musica classica seduti comodamente in un posto caldo (ci mancavano solo il caminetto e una tazza di tea bollente alla cannella). L'orchestra suona pezzi di musicisti norvegesi e non, anche abbastanza diversi tra di loro. Durante la prima parte del concerto si esibisce un pianista molto bravo, S. Rakhmaninov (che viene molto apprezzato e riceve una valanga di applausi). La seconda parte della serata è più tranquilla, ma comunque merita.

Tirando le somme, ne è valsa la pena e sono sicura che ci saranno altre occasioni simili!

Wednesday, September 28, 2011

Cose che in Italia si sognano e basta

23.51 ...getting back from a short walk in Fantoft sorroundings, the foggy and reddish sky was standing in front of us. We could see the closest mountain, the other was partly hidden and blended with fog.
At a certain point I turned my eyes elsewhere and I saw something strange going on the sky. It was such a small emerald wire waving among the darkness, enlightening the gloomy landscape above us and then disappearing and melting with clouds... Getting feebler and feebler...
Yes, the NORTHERN LIGHTS.

Tuesday, September 13, 2011

Vita da erasmus

Me la sto proprio passando qui. Forse è anche per questo che non ho più aggiornato il blog. Sono passati quasi due mesi ormai da quanto ho fatto le valigie e sono partita e non me ne sono resa conto. Col cavolo che mi passavano così veloci i mesi in Italia! Il bello è che non ho molto tempo libero, sono sempre a lezione o a studiare in biblioteca e il fine settimana è dedicato alle feste e ai giri in centro città.
Sarà perchè qui funziona tutto e non c'è niente che vada storto, sarà la felicità di essere fuori casa, con amici provenienti da ogni angolo dell'europa (e anche norvegesi eh), sarà perchè qui il caldo non esiste proprio... ma non tornerei indietro neanche se mi pagassero oro. Nonostante non abbia molto tempo da dedicare ai miei hobby mi trovo bene, davvero. Tornerò a Padova solo per laurearmi, poi mi trasferirò qui. Mi è costato un anno di sacrifici tra studio intenso (per tenermi più o meno in regola con gli esami) e di lavoro, ma adesso me la godo tutta! Ne è valsa la pena direi. 
Finalmente posso tornare a casa, buttare per terra i vestiti senza subire il terzo grado perchè la camera non è in ordine, bermi una birra o un the e guardare il sole che scompare dietro le montange.
E non c'è modo migliore di passare la domenica se non paseggiando in mezzo ai boschi... E non c'è modo migliore di festeggiare il compleanno se non con l'hole in the sky :D

L'unica cosa che mi manca dell'Italia è la mia gattina... Per il resto la Norvegia vince.

Sunday, August 21, 2011

One way to Bergen (post di circa due settimane fa)


Oslo - Bergen in treno è da fare almeno una volta nella vita. Per chi ama i paesaggi nordici è come recarsi alla mecca. Sembra di andare al binario 9 e 3/4 e prendere il treno per Hogwarts.

A partire da Oslo si vede buona parte della costa e dei fiordi, isole comprese. Il tragitto passa anche per Utøya, (il che è abbastanza triste perché fa pensare alla tragedia di qualche settimana fa). La cosa che colpisce di più e ti fa rendere conto di quante persone siano morte è l’enorme distesa di rose e bandiere norvegesi vicino al ponte che collega l'isola alla terra ferma.

Più ci si allontana da Oslo e più spariscono i fiordi e le coste. Ci si addentra nelle foreste e nella natura "interna". Ci si ritrova circondati da alberi, laghetti, ruscelli e qualche cottage ogni tanto (per creare l'atmosfera giusta basta far partire qualche canzone dei Korpiklaani :D).
Fino adesso tutta questa natura l'avevo immaginata solo nei miei sogni. Ho sempre desiderato di abitare in un cottage ( ovviamente provvisto di sauna) coi miei gatti, senza vicini nel raggio di 500 metri! 

Oggi per fortuna c'è il sole, anche se debole, che funge da "ciliegina sulla torta", emana la tipica luce nordica, luminosa anche se il suo effetto nel cielo è abbastanza debole e soffuso. In un certo senso "fredda". I raggi si riflettono sulle acque dei fiumi e dei mari, la luce riflessa è molto più forte, quasi abbagliante, e illumina anche il verde circostante. L'acqua assume un colore piuttosto scuro e grigiastro, contribuendo a contrastare il chiarore della luce. Spesso nubi grigie e fitte incombono e ombreggiano il paesaggio, lo oscurano quasi, lasciando filtrare solo qualche raggio di sole. In questo modo si crea un'atmosfera ancora più naturale, più nordica. E' un paesaggio che affascina, che incanta.
Se ci si distrae un momento da questo spettacolo si vedono tutti i passeggeri con gli occhi incollati al finestrino :). Procedendo, le case si fanno sempre più rare fino all'arrivo della stazione successiva. 

Tornando un po' indietro con gli anni mi sembra di avere in mano un libro di fiabe illustrato aperto nella sezione "la principessa si perde nel bosco" e di lasciare fluttuare la mente dentro queste immagini. Ettari di aberi alti e stretti. La luce fioca lascia intravvedere tutte le sfumature delle foglie, dal verde chiaro al marroncino al verde scuro. Pecore e mucche al pascolo si vedono tanto quanto le tipiche casette di legno norvegesi, ogni tanto si vedono anche alcuni cavalli.
Case e altre forme di vita umana sono sparite, ora solo la natura selvaggia che domina incontrastata. Le ultime si scorgono dall'alto gettando lo sguardo su una vallata, che assomiglia ad una specie di "gola profonda". I boschi si infittiscono. Adesso più che il boschetto incantato dove la principessa aspetta di essere salvata dal principe azzurro (norvegese ovviamente U_U) sembra di essere entrati nel regno dei Troll, meglio fare un po' di attenzione! :D 

In generale, la sensazione è quella di abbandonare la vita cittadina di Oslo e di addentrarsi nel "cuore" delle terre nordiche. Adesso si riscontra lo stereotipo Norvegia = cottage, foreste, patate, birra, musica folk, laghetti, montagne.
La mia prossima missione sarà colonizzare un'isoletta selvaggia, costruire una casetta in legno e adottare 10 gatti. 

Dopo le montagne rocciose si trovano larghe insenature e il paesaggio si fa più collinare. Dal regno dei troll si passa alla valle dove gli eroi superstiti si scontrano nella loro ultima battaglia e muoiono quasi tutti tranne colui che sconfiggerà il nemico diabolico (e dai korpiklaani si passa agli Ensiferum, e fuuuuuuuu una coppia di ciclisti si siede davanti a me, mi tocca comprimere la già più-che-compressa borsa ikea per farli stare, ci mancava solo un colosso di due metri in modo da far partire la lotta per mettere le gambe distese sotto il sedile altrui).
E poco dopo arriva la neve! che bello vedere la neve in agosto e sentire il vento fresco che ti soffia addosso! Ti da proprio l'idea di una terra incontaminata, selvaggia, libera... Credo sia il fascino unico delle terre scandinave. 
Il percorso del treno arriva quasi in cima ai monti. Poi inizia a scendere, addentrandosi nei boschi fitti di conifere. Lungo la discesa si vede un fiume. L'acqua è limpida e cristallina, è di un azzurro particolare perché riflette il verde delle montagne. Dalle cime scendono alcuni torrenti “bianchi” che brillano alla luce del sole e formano delle piccole cascate. Che spettacolo! L'acqua scende veloce e schizza dappertutto.
Continuando, il paesaggio torna pianeggiante e popolato, fino alla stazione di Bergen.

E' una natura accattivante e coinvolgente. Sono riuscita a rimanere sveglia per quasi tutto il viaggio (salvo qualche piccola dormita di massimo 15 minuti) pur avendo passato la notte insonne a preparare la valigia e ad aspettare la metropolitana al freddo. 
È un viaggetto da rifare!

Wednesday, August 10, 2011

Tiden flyr!

E' incredibile quanto velocemente siano trascorse queste tre settimane a Oslo. Mi è dispiaciuto lasciare questa città. Mi sono trovata veramente bene (tranne alcuni inconvenienti al mio arrivo, ma poi tutto si è risolto positivamente). La vecchia Christiania mi ha insegnato molte cose e mi ha fatto riflettere a lungo...

L'altra sera, finchè passeggiavo per il centro diretta verso casa, ho provato una sensazione di malinconia. Il sole stava calando e la gente iniziava a rintanarsi a casa o nei locali, le strade non erano molto affollate. C'era quell'atmosfera di tranquillità del tutto fuori luogo nelle capitali. Oslo è bella perchè è una città circondata dalla natura, una cosa piuttosto inusuale. Al fine settimana il centro si popola di gente e i locali rimangono aperti fino a notte inoltrata, ma gli altri giorni la situazione è molto più tranquilla. Se ti viene voglia passeggiare in mezzo ai boschi o in riva al lago basta spostarsi di tre o quattro chilometri, dieci minuti con la metro. Man mano che ci si allontana il verde "ingloba" sempre di più il paesaggio.
La sensazione è quella di vivere in luogo dove la gente è molto gentile ed educata, sa fare festa e divertirsi, vive in una città piuttosto grande e urbanizzata ma non ha perso il contatto con la natura e il rispetto per l'ambiente. Si tratta proprio di una mentalità più aperta ed evoluta! Non tutti, purtroppo, sono in grado di apprezzare una serata trascorsa da soli in riva al lago a leggere Hamsun, o semplicemente una passeggiata per i boschi prestando attenzione a tutta la natura circostante. Ormai ci sentiamo bene solo quando abbiamo soddisfatto i nostri bisogni materialisti/consumisti. E poi non siamo in grado di rilassarci e stare tranquilli, di accarezzare un gattino, di fermarci ad osservare un passerotto sopra un tronco d'albero, una paperetta che nuota... Questa società ha perso molto, ma non è così difficile aprire gli occhi e guardarsi un po' intorno! Dove troviamo un luogo pacifico lontano dallo stress e dalla frenesia cittadina? Chi ci regala un luogo non inquinato e lontano dal cemento?

Abbiamo ancora molto da imparare...

Tuesday, August 9, 2011

Cose da vedere (assolutamente) ad Oslo

Una città piccola, non ha le dimensioni di una capitale e la frenesia di una metropoli, ma forse è molto bella anche per questo. Oslo ha molto da "raccontare". Seppure oggi sia diventata una città cosmopolita e urbanizzata non ha perso il suo fascino di "città del nord" e si caratterizza soprattutto per l'architettura ottocentesca tipica della maggior parte degli edifici del centro storico.

Dalla residenza dei reali si apre la via principale della città "Karl Johans gate" che arriva fino al centro. Non poco distante si può visitare il museo di Ibsen e fare la sua abituale passeggiata a partire dall'omonima via, leggendo alcune delle sue famose citazioni scritte lungo la strada. Proseguendo si vedono: la facoltà di giurrisprudenza, il teatro nazionale e il duomo. Andando verso sud si possono vedere il nuovo teatro dell'Opera (edificio in stile contemporaneo costruito interamente in marmo di carrara), il porto, le incisioni runiche nel Ruinparken e nel MIddelalderparken e la fortezza di Akershus. Da qui si può prendere il battello per Bigdoy. Si raggiungono: il museo delle navi vichinghe, con le tre famose navi "funebri" ritrovate piuttosto intatte meno di un secolo fa; il "folke museet", una messa in piedi degli usi e costumi popolari norvegesi con tanto di danze, musiche, artigianato tipico e ricostruzione della "Christiania" dell'800; la spiaggia di Huk, ovviamente non è quella italiana con sabbia e sole, ma si tratta di una riva scogliosa e solo una minima parte è fatta da una specie di terriccio sabbioso. E' molto bella perchè conserva il suo stato selvaggio (come gran parte della natura norvegese) e si ha una visione dei fiordi fantastica, anche se spesso c'è nebbia che da una nota di nordico al panorama.  Molto interessanti sono anche il parco di Vigeland, con molte delle sue statue, e il cimitero dove sono sepolti Ibsen, Munch, Bjørnson, Krogh... Da vedere anche La national gallery, il museo di Munch e l'orto botanico. La cosa bella dei musei norvegesi è che 3/4 delle opere che vi si trovano sono di artisti nordici e sono "contestualizzati" nel loro ambiente. E' più comprensibile Munch se lo si osserva con la luce tipica di Oslo.

Per i metallari, beh la norvegia è la patria del Black Metal! Immancabili L'ex helvete, il vecchio negozio di dischi di euronymous. E' gestito dai cinesi ma sono disponibili e ti accompagnano a vedere i sotterranei! A Ski, non molto distante da Oslo, c'è la tomba di Euronymous (si raggiunge in mezz'oretta di treno). Nel quartirere "Tøyen" (Tøyengata, 40B) si può vedere il vecchio appartamento di Euronymous. A Holmenkollen si trova una delle stavkirke bruciate da Burzum (è molto bella anche se piccola). Il sabato sera non si può non andare al Rock In o all' Unholy, pub perfetti per bere una birra e poter ascoltare tutti i generi di metal, quello estremo non manca mai :D

Bene, ho cercato di essere sintetica ma mi rendo conto di aver scritto abbastanza :D
Per me questo è il minimo da vedere a Oslo!

Saturday, July 23, 2011

Velkommen i Oslo

...la mattina dopo sono andata subito alla reception per farmi dare una stanza e, purtroppo, ho perso la prima parte dell'introductory programme per il corso intensivo di norvegese. Non è stato un problema per fortuna. Non appena ho raggiunto l'aula dove si teneva l'incontro il direttore del corso mi ha accolta e mi ha spiegato tutto, è stato molto gentile ed era parecchio dispiaciuto che avessi perso parte dell'incontro.
Lui e le nostre insegnanti hanno accolto entusiasti il gruppo erasmus. Il meeting era organizzato benissimo, con tanto di colazione offerta dall'università! Ci hanno regalato perfino il libro di norvegese...

Il campus dove facciame lezione è a dir poco enorme, non ne avevo mai visto uno di così grande! Altro che l'università di Padova! E pensare che loro hanno molti meno studenti dell'Italia..
Questa "piccola cittadina" è divisa in facoltà, ognuna ha le aule per le lezioni, la biblioteca e i dipartimenti tutti vicini. Fuori ci sono piazze e prati dove ci si può sdraiare tra una pausa e l'altra. Ogni facoltà ha un laboratorio con una cinquantina di computer come minimo e 5 - 6 fotocopiatrici, agli studenti è permesso stampare fino a 50 fogli a settimana gratuitamente.
Dentro al campus c'è una libreria, un supermercato, la mensa, un bar e una casa di legno con impianto stereo che gli studenti usano per fare festa... E non ho ancora visitato tutto il campus!

Il corso intensivo di norvegese è organizzato bene, si tratta di 4 ore di lezione al giorno con due o tre piccole pause. Metà del tempo è dedicato alla grammatica di base (comprese frasi e vocaboli principali), l'altra metà ala pronuncia e allo "speaking". Quest'ultima è una cosa molto utile per un primo approcio ad una lingua completamente sconosciuta, ti abitua a parlare e a capire quello che i norvegesi dicono. Avendo studiato molto bene il tedesco all'università parto avvantaggiata rispetto ad altri studenti (eccetto i tedeschi puri). La grammatica è simile per quanto riguarda la costruzione della frase, le declinazioni, il lessico... La difficoltà maggiore è imparare la pronuncia e la "cadenza" della lingua parlata. Il norvegese è molto musicale e tende a dare enfasi alla parte finale della frase. Le vocali sono 8 e, generalmente, vengono pronunciate lunghe. Se un periodo è composto da due proposizioni queste devono essere dette "in tempi uguali", anche se una ha più parole dell'altra. Infatti, ogni volta che sento parlare un norvegese mi sembra di sentir dire una filastrocca :)

Generalizzando, è tutto perfetto. La città e gli spazi aperti sono molto puliti e ordinati, i mezzi pubblici sono efficienti e non fanno ritardo, le persone sono gentilissime, se ti vedono in difficoltà si avvicinano e ti chiedono se hai bisogno di aiuto. L'unica pecca è il costo della vita, molto alto per uno studente erasmus (pure nei discount). La residenza universitaria è discreta (tenendo conto che ho scelto una delle più economiche). L'unico problema sono i cinesi e gli africani con i quali condivido la cucina che, non per essere razzista, ma non hanno proprio svillupato il senso dell'igiene. Così mi tocca pulire e disinfettare col cloro ogni volta che mi cucino qualcosa. Per queste tre settimane mi adatto, ma a Bergen chiederò di avere la cucina in comune con gente europea! Ho dovuto fare un giro all'ikea e prendere un po' di cose per la cucina per poter mangiare in tranquillità senza avere i conati di vomito.

Purtroppo tra pulizie intensive del bagno e della cucina, lezione e spese varie non mi è rimasto molto tempo per visitare Oslo, ma ho già iniziato a rimediare...

Friday, July 22, 2011

Bye bye Italy! Farewell friends!

Questi ultimi giorni in Italia sono passati più velocemente rispetto a quello che pensavo. Sarà perchè ho fatto festa quasi tutte le sere, sono andata a salutare quasi tutti i miei amici e i miei parenti e ho fatto le ultime spese prima della partenza. Come avevo previsto, mi sono trovata a fare la valigia la sera, anzi la notte prima di partire. Ho dovuto lasciare a casa parecchie cose perchè non avevo abbastabza spazio in valigia :( , me le farò spedire a Bergen tra un paio di settimane.

 "L'addio" non è stato poi così traumatico se devo essere sincera. Sono sicura che mi mancheranno gli amici e la loro compagnia, le serate insieme... ma il desiderio di partire, di andare su un posto migliore e di iniziare una nuova avventura è stato molto più forte e non mi ha causato nessun ripensamento. Per non parlare poi dell'università norvegese, che sembra aver fatto il possibile per risucchiarmi nei fiordi (per esempio, mi sono arrivate un sacco di e-mail riguardo la vita universitaria, la Norvegia e la cultura locale, cosa fare al mio arrivo...).

Il viaggio in aereo è andato tutto bene, non ho avuto problemi di nessun tipo e sono riuscita a prendere il posto accanto al finestrino per godermi il paesaggio. Non sapete che spettacolo la norvegia vista dall'aereo, sembra una di quelle miniature fatte a mo' di "casa delle bambole con giardino"!
Una volta atterrata a "Oslo Torp" e recuperato il bagaglio ho preso l'autobus per il centro. Mi è costato 200 fottute corone (27 euro circa) ma ne è valsa la pena. Sono stata tutto il tempo ad ammirare la natura circostante e a fare foto. In bus c'era poca gente e avevo spazio per mettere tutti i bagagli e stare comoda, c'era l'aria condizionata (anche se, a mio parere, non era strettamente necessaria) e la rete wireless gratuita O__O. In Italia queste cose te le scordi proprio... Nel giro di 1 ora e 45 min sono arrivata in centro, ho preso la metropolitana e sono finalmente arrivata allo student village. Peccato che la reception fosse già chiusa... Così ho chiamato il "numero d'emergenza" e in 10 minuti è arrivato uno degli addetti ai servizi dello studentato che mi ha fatta entrare in una stanza libera per non lasciarmi fuori la notte. Il brutto è che non avendo le chiavi non avevo modo di andare fuori a magiare qualcosa e ho digiunato fino alla mattina dopo :(

E così iniziò il mio erasmus in Norvegia... (continua).